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September 02

Le vacanze sono finite....TRISTEZZA A PALATE!!!!

E rieccomi qui, l'estate è ormai finita, siamo tornati tutti (O QUASI) alla vita di sempre! Queste vacanze almeno per la sottroscritta sono state bellissime...ho rivisto un sacco di gente che non vedevo da anni, ho ritrovato gli amici di sempre e conosciuto un sacco di persone nuove!!!La colonna sonora della mia estate è stata "Crepuscolaria" degli Otto Ohm................se non la conoscete cercate di recuperarla in un modo o nell'altro....VEDRETE CHE VI VERRà UNA GRAN NOSTALGIA DELL'ESTATE APPENA PASSATA!!!!Buon rientro a tutti!
 
 
ps. intanto guardatevi il video della canzone!
July 30

BUONE VACANZE!!!

Ebbene si, anche quest'anno sono arrivate (direi che era anche ora!!!): LE VACANZE! FINALMENTE! Non so ancora se deciderò di rendervi partecipi di quello che farò quest'estate (qualcuno di voi certamente penserà....STI CAZZ...!), quello che so e che di certo il primo settembre sarò di nuovo qui, spero più rilassata, più serena (anche se la vedo dura visto che l'esame oramai è alle porte!)....sicuramente quella di sempre! BUONA ESTATE A TUTTI!!!
 
PS. Concludo con una poesia di una persona che ha solo sfiorato la mia vita...eppure mi ha lasciato qualcosa : " Barricata sto nel mio tempo...a voi sconosciuto...non cercate...nell'isola mia non s'approda". G. Di L.
July 29

Esclusa la presenza di un estraneo in casa

Roma, 29 lug.- Soltanto Annamaria Franzoni aveva il tempo di uccidere il piccolo Samuele, con le modalità ricostruite dai Ris. Ogni altra eventualità è "remota" e le prove raccolte, sebbene indiziarie, sono sufficienti a sostenere un giudizio di colpevolezza. Sono questi alcuni dei motivi per cui la Cassazione, lo scorso 27 marzo 2008, ha confermato la condanna nei confronti della Franzoni, per la morte del figlioletto Samuele avvenuta a Cogne il 30 gennaio del 2002, e le cui motivazioni sono state rese note soltanto oggi con la sentenza 31456.

"La possibilità dell'azione di un estraneo è stata esclusa al di là di ogni ragionevole dubbio, attraverso la prova logica - scrive la Cassazione motivando la decisione di confermare la condanna alla mamma del piccolo Samuele - che con altrettanta correttezza metodologica, avrebbe potuto essere collocata al centro, ovvero posta come caposaldo della sequenza indiziaria". Insomma, spiega il Collegio, "una volta dimostrate l'assoluta implausibilità dell'ingresso di un estraneo nell'abitazione e la materiale impossibilità che costui possa aver agito, con le modalità già descritte, nel ristrettissimo spazio di tempo a sua disposizione, ed una volta esclusa ogni responsabilità da parte del marito dell'imputata e del figlio Davide, una realistica necessitata alternativa residuale è quella della responsabilità della sola persona presente in casa nelle fasi antecedenti la chiamata dei soccorsi".

Con questi due passaggi chiave la Cassazione ha sostenuto la colpevolezza della Franzoni perché tutte le altre eventualità per la morte del piccolo Samuele erano così remote da dover essere escluse. Un giudizio di colpevolezza, spiega poi la Suprema Corte, può fondarsi oltreché al di là di ogni ragionevole dubbio, anche su prove fortemente indiziarie che escludano che i fatti possano essere andati in un altro modo.

 "Quanto al problema del movente del delitto - si legge a pagina 47 delle motivazioni - attribuito alla Franzoni, premesso che negli omicidi connotati da dolo di impeto, come espressamente ritenuto quello in esame, sembra più corretto parlare di occasione piuttosto che di causale, l'assenza di sicuri elementi di prova circa le ragioni che innescarono la condotta della donna, non ha consentito che di formulare ipotesi, supponendosi che la donna abbia reagito a qualche capriccio del bambino ed abbia agito in preda ad uno stato passionale momentaneo". Non solo. "L'impossibilità di individuare con certezza la causale e quindi il movente che originò il gesto criminoso non impedisce, peraltro, data la concludenza del quadro indiziario, di ascriverne la responsabilità all'imputata".

July 28

"Alberto da Giussano sono io.Barbarossa? Lo Stato centralista"

Bossi
BUCAREST - Si riconosce pienamente, il Senatùr, in quell'antico guerriero che incede spavaldo, spadone in mano per suonarle ai barbari, nella campagna romena dove stanno girando il kolossal storico "Barbarossa". Alberto da Giussano ha i lineamenti delicati e gli occhi penetranti di Raz Degan. Ma Umberto Bossi gli ruba la parte: "Il nuovo Alberto da Giussano sono io". E il temibile imperatore Federico I di Svevia detto "Il Barbarossa", che il giovane Alberto, alla guida della Lega Lombarda, sconfisse nel 1176 nella battaglia di Legnano, oggi altri non è, secondo la personalissima interpretazione del capo della Lega, che "lo Stato dell'Italia centralista", contro il quale combattono i moderni soldati del Carroccio. Per guadagnare quella libertà "che oggi, se necessario, si conquista anche con la forza". Perché "è meglio morire che vivere come schiavi".
In partenza per la Romania, dove nei prossimi giorni verrà personalmente a vedere le scene più spettacolari della battaglia di Legnano, ricostruite con 2.500 cavalli arabi e frisoni e ventimila comparse, tra cui molti rom, nella foresta di Calugareni, Bossi ha affidato il suo pensiero sulla "modernità" della figura di Alberto da Giussano al settimanale "Tv Sorrisi e Canzoni". Per spiegare che "il Barbarossa di oggi non è una persona ma uno Stato", e che "il valore attuale di una storia come quella che racconta la fiction su Barbarossa, è quello della libertà". Ma anche per lanciare altri personaggi "lumbard" a lui molto cari, ai quali dedicare altri film.
"Bisognerebbe portare in tivù - tuona col cipiglio del condottiero - anche la storia di San Carlo Borromeo, e quella del Medeghino, il grande condottiero milanese del sedicesimo secolo, fratello di Papa Pio IV". Una figura in realtà controversa, quella del capitano Giangiacomo Medici detto "Il Medeghino": per alcuni storici era solo il capo di una banda di briganti.
Ma il Senatùr sostiene che certi capitoli della storia vanno riscritti. A suo modo. Lasciate le feste di piazza, e anche il rito di settembre dell'ampolla sotto al Monviso nelle "sacre acque" del Dio Po all'amato figlio Renzo, promosso a erede sul campo di battaglia, Bossi dedicherà una parte importante del suo tempo al recupero dei miti padani. Come alle imprese di Alberto da Giussano.
Una produzione faraonica da 30 milioni di dollari, che andrà in tv ma anche al cinema, voluta da Rai Fiction e affidata alla regia di Renzo Martinelli, milanese, amico del Senatùr, che ha diretto film come "Vajont", "Porzus", "Carnera". Martinelli non ama sentir dire che il suo è un film "leghista". Dice solo che l'idea nasce dal suo amore per la storia e per i personaggi dimenticati. E che "alcuni amici milanesi", tra cui il sindaco Letizia Moratti, gli avevano chiesto di occuparsi di "storie lombarde".
Di qui il pensiero alla fiction che mancava, quella della battaglia di Legnano, dal momento che le "Cinque Giornate" erano già approdate recentemente sullo schermo. Un progetto che ha subito suscitato l'entusiasmo del Senatùr, che ama in modo particolare le scene delle battaglie a cavallo. E non sembra affatto turbato, dicono nel suo entourage, dal fatto che i milanesi che combattono aspramente contro il barbaro straniero invasore che li assedia, lanciando palle infuocate oltre le mura con le catapulte di legno, siano nel film quegli stessi zingari romeni che la Lega vede come fumo negli occhi quando sbarcano in Italia. Dettagli. L'importante è che le comparse rom costino poco, 400 euro a settimana.

(da "la Repubblica" 28 luglio 2008)
July 21

I MASCHI SONO TUTTI PUPAZZI...

  
COMUNICARE??? NO GRAZIE!!!
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(pub, cucina etnica, cucina tradizionale ed altro...)